Polo Navale

Il Polo Navale del DITEN trae le sue origini dalla “Regia Scuola Superiore Navale”, fondata nel 1870 e trasformata poi nella “Regia Scuola di Ingegneria Navale”, che rappresentò il nucleo iniziale della futura Facoltà di Ingegneria di Genova. La scuola così fondata subì negli anni un certo numero di trasformazioni testimoniate dalle istituzioni che si sono succedute nel corso della lunga storia dell’ingegneria navale genovese ed italiana:

  • 1870-1905 Regia Scuola Superiore Navale,
  • 1905-1932 Regia Scuola d’Ingegneria Navale,
  • 1932-1936 Regia Scuola d’Ingegneria,
  • 1936-1972 Facoltà d’Ingegneria - Istituti di Architettura Navale e di Costruzioni Navali Mercantili,
  • 1972-1993 Facoltà d’Ingegneria - Istituto Policattedra d’Ingegneria Navale,
  • 1993-2010 Facoltà d’Ingegneria - Dipartimento di Ingegneria Navale e Tecnologie Marine (DINAV).

Dal 2010, in accordo alle più recenti normative nazionali relative all’organizzazione dell’università e della ricerca scientifica, il DINAV si è dapprima aggregato con il dipartimento di ingegneria elettrica della Facoltà di Ingegneria ed infine ha contribuito a costituire il DITEN nella odierna Scuola Politecnica dell’’Ateneo genovese riconoscendo che l’ingegneria navale, globalizzata e fortemente multidisciplinare per propria stessa natura fin dalle sue origini, per il futuro potrà svilupparsi comprendendo anche quelle tematiche che sono entrate più di recente tra le branche dell’ingegneria con l’introduzione dei calcolatori elettronici.

Il Polo raccoglie le competenze che riguardano i tre aspetti tradizionali dell'Ingegneria navale: Architettura Navale, Costruzioni Navali ed Impianti Navali. La ricerca scientifica viene svolta in collaborazione con società di classifica, industrie e cantieri navali, enti di ricerca ed Università sia italiani sia stranieri nell’ambito di progetti nazionali ed internazionali con finanziamento sia pubblico sia privato.

Il Polo Navale partecipa a comitati tecnici nazionali ed internazionali quali ad esempio ITTC (International Towing Tank Conference), ISSC (International Ship and Offshore Structures Congress), IMO (International Maritime Organization), comitati tecnico scientifici delle principali società di classifica e dell’International Association of Classification Societies, ecc.

Gli studi dell’ingegneria navale, sebbene tipicamente suddivisi nei tre aspetti menzionati, sono fortemente correlati e riguardano la concezione e la progettazione di unità navali e di strutture marine, in relazione alla loro tipologia, impiego e dimensioni, con particolare riferimento al processo di sintesi e integrazione dei vari aspetti che concorrono alla loro realizzazione. Essi includono anche gli aspetti legati alle tecnologie ed ai processi produttivi delle navi e delle strutture offshore nonché il supporto tecnico alla gestione e all’esercizio.

Le principali linee di ricerca, sviluppate con metodologie analitiche, numeriche e sperimentali, possono riassumersi essenzialmente in:

  • Studi sulla forma di carena, sulla resistenza al moto e la propulsione, sulla manovrabilità, sulla tenuta al mare, sulla sicurezza e la stabilità, con particolare riferimento alle azioni idrodinamiche dovute alla superficie libera e al moto ondoso
  • Studi riguardanti le azioni ambientali sulle strutture navali e marine, la definizione dei carichi agenti, l’analisi della risposta strutturale, il dimensionamento strutturale con tecniche sia deterministiche sia probabilistiche (verifiche di robustezza, a fatica, vibrazioni e rumore strutturale, ecc.)
  • Studi sui processi tecnologici per le costruzioni navali e marine ed il loro esercizio
  • Studi inerenti la progettazione e l’affidabilità dei sistemi di propulsione e dei relativi apparati, degli impianti necessari ai servizi di bordo, delle apparecchiature per la sicurezza ed i sistemi automatici di gestione e controllo con particolare attenzione alla riduzione dei consumi e delle emissioni nell’ambiente
  • Analisi di impatto ambientale della nave e dei sistemi di trasporto marittimo

Oltre alle risorse di calcolo per le attività teorico/numeriche, tra le quali recentemente si sono sviluppate quelle relative alle simulazioni numeriche con i metodi della fluidodinamica computazionale (CFD) e quelle relative alla simulazione della dinamica degli impianti navali, le attività sperimentali didattiche e di ricerca del Polo Navale possono avvalersi, tra l’altro, di due laboratori dipartimentali altamente qualificati dal MIUR ai sensi del D.L. 297/99: il Laboratorio di Idrodinamica Sperimentale ed il Laboratorio Prove Strutture Navali, attrezzati per le prove più tipiche dell’ingegneria navale anche in cantiere ed a bordo.

A pieno titolo il Polo Navale partecipa al WEGEMT, un network di circa 40 università europee in 17 paesi che rilasciano titoli accademici per la qualifica di “naval architect & marine engineer” ed organizza corsi di istruzione superiore frequentati da studenti anche stranieri. Da decenni infatti circa il 50% degli ingegneri navali italiani si laurea a Genova, inclusi gli ufficiali del Genio Navale della Marina Militare Italiana.

Unici nel loro genere sono poi il corso di laurea in Ingegneria Nautica ed il corso di laurea specialistica in Yacht Design, interamente in lingua inglese, che coniuga le tradizionali competenze dell’ingegnere navale con l’ergonomia e l’estetica necessarie alle unità da diporto.

Il Polo Navale continua quindi a sviluppare le conoscenze relative alla progettazione e costruzione delle future unità navali e strutture marine, integrando ricerche teoriche e sperimentali nell’ambito dell’architettura navale, delle costruzioni navali, degli impianti e dei relativi controlli automatici.

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 Università degli Studi
di Genova

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